A Vienna, grazie in particolare all’amore del Barone van Swieten per la cosiddetta “musica antica” (cioè le opere in primis di J. S. Bach e di G. F. Händel) si formò un cenacolo di musicisti che si incontravano di domenica per riscoprire i capolavori di un passato contrappuntistico, che aveva perso ormai interesse per il pubblico nelle ultime decadi del Settecento. Mozart fu così coinvolto in questo recupero che diede nuova linfa alla sua scrittura, intensificandola e integrandola con caratteristiche tensioni bachiane. Il programma proposto intende dunque approfondire quel salone dell’ambasciatore olandese e gli echi bachiani nella scrittura del genio salisburghese e di Haydn, pure grande fautore dell’opera di J. S. Bach e di suo figlio Emanuel.