È sempre interessante sbirciare la storia da quella quotidianità che ci sembra così lontana dai grandi avvenimenti. Ecco allora che il nome di Luigi Gordigiani compare tra le righe delle lettere della nobildonna Eleonora Rinuccini, nel parlare di una ragazza «venuta a prendere lezione di canto da Gordigiani ». Siamo in un salotto dell’alta società fiorentina e uno dei più celebri compositori di romanze dell’epoca impartisce una lezione di canto negli stessi luoghi in cui si esibiva come pianista in un circuito sociale-economico-culturale-politico che aveva nel salotto aristocratico-borghese il suo cuore pulsante.
Nato nel 1806, dopo aver seguito il padre nel corso delle sue tournées teatrali, Luigi Gordigiani visse sino al 1815 a Parigi, ove intraprese gli studi musicali ed esordì come pianista e cantante alla presenza di Napoleone I. Trasferitosi definitivamente a Firenze, entrò come fanciullo cantore nella cappella granducale di palazzo Pitti, dedicandosi nel contempo a un’intensa attività concertistica, come clavicembalista e accompagnatore.
Alla morte del padre, nel 1820, si dedicò soprattutto alla composizione, pubblicando sotto pseudonimo. Nel 1824 conobbe il conte Nikolaj Demidov, politico, filantropo e ambasciatore russo a Firenze, che diventerà suo mentore e gli aprirà le porte del suo salotto musicale.
Compose diverse opere liriche, con alterni successi, dedicandosi principalmente alla musica vocale da camera, genere a lui più congeniale, cui avrebbe legato la sua popolarità e che lo avrebbe fatto apprezzare in tutta Europa. I contemporanei arriveranno a paragonarlo proprio a Schubert con l’appellativo di “Schubert italiano”. La sua notorietà fu legata soprattutto all’ambiente sociale in cui le sue romanze si affermarono: i grandi salotti musicali aristocratici e borghesi.
Nel 1828 sposò Anna Giuliani, figlia del famoso chitarrista e compositore Mauro, da cui ebbe otto figli. Tra di essi si distinse soprattutto Michele, pittore, legato al movimento dei macchiaioli, il quale divenne ritrattista ufficiale della corte Savoia e ben presto riceverà committenze di intellettuali e letterati della nuova Italia, da Cavour a Maffei, a de Amicis, a Eleonora Duse.
La vena artistica e musicale della famiglia Gordigiani continuerà anche nel ‘900 con la figlia di Michele, Giulietta Gordigiani: cantante lirica e pianista, moglie di un discendente di Felix Mendelssohn e poi compagna di vita e artistica del violoncellista Gaspar Cassadò.
Se al turista intento ad ammirare splendidi palazzi, molto probabilmente il nome di Luigi Gordigiani non dirà nulla, noi sappiamo che in quelle sontuose abitazioni Luigi era di casa, a Firenze, nella seconda metà dell’Ottocento, a intrattenere nobildonne e politici intenti a “fare l’Italia”.
Quell’Italia che è stata costruita anche con le romanze di Gordigiani: una motivazione in più per riscoprire e ascoltare con nuove orecchie questo repertorio.
Musiche di N. Rota, R. Di Marino, M. Palmieri, A. Piazzolla
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