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Dopo La bohème, che andrà in scena per il Modena Belcanto Festival il 26 e 28 settembre, la stagione lirica del Teatro Comunale di Modena si aprirà il 24 ottobre con Nabucco di Giuseppe Verdi (con repliche il 25 fuori abbonamento e in recita pomeridiana domenica 26) in un nuovo spettacolo presentato dal Teatro di Modena in coproduzione con I Teatri di Reggio Emilia. Firma l’allestimento, in coproduzione con OperaLombardia e con il Teatro del Giglio di Lucca, Federico Grazzini, che ha messo in scena lo stesso titolo per il Teatro dell’Opera di Roma oltre alle numerose opere curate per il Wexford Opera Festival, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Regio di Parma, l’Opéra de Nice e il Teatro Comunale di Bologna fra altre importanti istituzioni liriche. “Nel Nabucco entrano in gioco tendenze contrapposte dell’animo umano – anticipa il regista – quella oscura, violenta e prevaricante degli oppressori e quella luminosa, compassionevole e consapevole, animata dalla speranza degli oppressi. Abbiamo voluto fondere elementi del passato, del presente e del futuro per raccontare una favola moderna, che risuoni con il pubblico di oggi a un livello più profondo ed emotivo. Un invito a riconoscere l’universalità dei temi, a vedere oltre la superficie della storia e a collegarla con le proprie esperienze”. La direzione musicale è affidata a Massimo Zanetti, riconosciuto a livello internazionale come uno dei principali direttori della sua generazione regolarmente ospite nei Teatri d’opera e nelle Sale da Concerto più rinomate al mondo.
Il 27, 29 e 30 novembre, con Tosca di Puccini andrà in scena un’altra nuova produzione del Teatro Comunale di Modena in coproduzione con il Teatro Comunale di Ferrara, questa volta in un allestimento curato da Luca Orsini e andato in scena a novembre 2024 per il circuito toscano (Lucca, Livorno e Pisa) e per il Teatro Alighieri di Ravenna in occasione del centenario della morte del compositore.
“Nelle celebrazioni per il centenario della morte di Giacomo Puccini – dichiara il regista – riproporre Tosca, uno dei suoi capolavori, forse il più drammatico, è un onore e un dovere anche per i riflessi di contemporaneità che quest’opera continua ad avere a 123 anni dalla prima rappresentazione a Roma. La protagonista di quest’opera è dedicata a tutte le donne che lottano nella vita con coraggio e ne è un simbolo luminoso all’inizio del XX secolo. Il suo gesto finale, anche se tragico, rappresenta un atto coraggioso di una donna forte, che sfugge alla violenza e afferma la propria libertà. Tosca ha come protagonista anche la città di Roma, con le campane delle sue chiese che scandiscono la partitura di Puccini, e si tratta di una Roma oscura, decadente che le scene di Giacomo Andrico, insieme ai costumi di Rosanna Monti, tratteggiano in chiaroscuro, come fossero rovine dipinte in un quadro spagnolo”. La direzione musicale dello spettacolo è affidata a Stefano Ranzani, uno dei direttori più affermati nel panorama internazionale, in particolare per il repertorio operistico, con successi che vanno dal Teatro alla Scala al Metropolitan di New York, dall’Opéra National de Paris alla Staatsoper di Berlino.
Domenica 14 dicembre fuori abbonamento, con replica per le scuole la mattina successiva, il cartellone propone Pinocchio – Storia di un burattino, nuovo titolo del compositore Aldo Tarabella su libretto di Valerio Valoriani, presentato in prima assoluta nel 2021 dal Teatro del Giglio e vincitore nel 2024 del Premio Lions Pinocchio di Collodi. L’opera ha portato in scena con successo continue contaminazioni tra teatro, prosa, danza, con un linguaggio ispirato all’opera lirica moderna ma denso di divertenti citazioni che vanno dal rhythm and blues alla tarantella. Sul piano visivo, le vivaci scene e gli immaginifici costumi di Enrico Musenich, erede della grande scuola scenografica di Lele Luzzati. Lo spettacolo vedrà la partecipazione delle Voci Bianche del Teatro Comunale di Modena, dirette da Paolo Gattolin.
Spettacolo in ricordo di Monica Bocci
Età consigliata: 5-14 anni
Per quanto riguarda la rivalutazione di titoli meno frequentati del catalogo verdiano, dopo Giovanna D’Arco presentata nel 2021 e Aroldo nella coproduzione col Teatro di Rimini della scorsa stagione, quest’anno si vedrà Stiffelio di Giuseppe Verdi (in coproduzione anche con I Teatri di Reggio Emilia), titolo di passaggio fra le opere giovanili e i drammi borghesi della maturità dell’autore, sempre più frequentato e amato fra quelli meno noti del suo catalogo. Il tema dell’adulterio e del perdono, che costrinsero Verdi a rivedere l’opera censurata nei giorni della sua composizione, è il nerbo di un testo che ha sempre stimolato nuove e interessanti regie, in questo caso affidata a uno dei più grandi maestri del teatro lirico come Pier Luigi Pizzi. Stiffelio vedrà sul podio l’affermato Leonardo Sini e il debutto in un nuovo ruolo verdiano per il tenore Gregory Kunde, a coronamento di una grande carriera che vanta una straordinaria vastità di repertorio. Al suo fianco, per la prima volta a Modena, il soprano Lidia Fridman e Vladimir Stoyanov, baritono di riferimento del repertorio verdiano.
Il Don Giovanni di Mozart, la seconda nuova produzione in apertura del 2026, vedrà sul podio del Comunale Enrico Pagano, tra i più talentuosi giovani direttori italiani. A firmare il nuovo allestimento Andrea Bernard, vincitore dell’European Opera-directing Prize e nel 2024 del Premio Abbiati: “Don Giovanni come collezionista, accumulatore di persone, storie e vicende altrui – sottolinea il regista – alla ricerca continua degli altri per trovare sé stesso e costruire la propria identità, in un destino avverso che lo mette in stretta relazione con la morte dall’inizio alla fine dell’opera”.
Venerdì 20 e domenica 22 febbraio si vedrà fuori abbonamento una nuova produzione de I quatro rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari, con interpreti i giovani talenti usciti dal corso di alto perfezionamento del Teatro Comunale di Modena, un’eccellenza a livello nazionale che da dieci anni accompagna con successo cantanti di diverse nazionalità in un momento decisivo della formazione professionale. Ermanno Wolf-Ferrari, compositore attivo nella prima metà del Novecento, si ispirò ai modelli di Mozart e Rossini per leggerezza ed eleganza, ma anche alla maturità verdiana per il gusto della caratterizzazione teatrale. I quatro rusteghi (1906) è una delle sue opere più fortunate, tratta da una commedia di Carlo Goldoni, con cui instaurò un felice sodalizio artistico. In quest’opera comica in dialetto veneziano, Wolf-Ferrari esalta il Settecento come ideale di equilibrio e raffinatezza, trasponendo in musica la vivacità dei dialoghi e la freschezza dei personaggi. Lo spettacolo sarà diretto da Giuseppe Grazioli per la regia di Aldo Tarabella.
Spettacolo iconico alla corte del Re Sole, Le carnaval (in scena il 27 febbraio e il 1 marzo 2026) è un capolavoro di Jean-Baptiste Lully, il capostipite dell’opera francese e dei fasti musicali al tempo di Versailles. La partitura sarà diretta da Federico Maria Sardelli, uno dei più celebrati interpreti della musica barocca, alla guida dell’orchestra ModoAntiquo, da lui fondata e con la quale svolge attività concertistica in tutta Europa. È stato ospite delle maggiori sale d’Europa, dal Concertgebouw di Amsterdam al Théâtre des Champs-Élysées di Parigi, ed ha al suo attivo più di quaranta incisioni discografiche, per Naïve e Deutsche Grammophon. Sulla nuova scena presentata dal Teatro Comunale di Ferrara in coproduzione con Modena, anche i danzatori di NoGravity, compagnia di danza acrobatica che attraversa i confini tra diverse arti performative per creare performance multidisciplinari e spettacoli teatrali ispirati alla straordinaria meccanica del teatro rinascimentale e barocco.
Il 6 marzo e l’8 marzo sarà la volta de L’Italiana in Algeri, capolavoro dell’opera buffa di Gioachino Rossini, ripreso in un nuovo spettacolo con la direzione di Alessandro Cadario e la regia di Fabio Cherstich, che torna a Modena dopo Il barbiere di Siviglia presentato nel 2022. Giovane regista fra i più estrosi e accattivanti della sua generazione, ha firmato spettacoli per il Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma, l’Opéra d’Avignone, l’Opéra di Marsiglia, il Teatro Maillon di Strasburgo, il Teatro Argentina di Roma. L’opera viene presentata da I Teatri di Reggio Emilia in coproduzione con i teatri di Piacenza, Modena, Ravenna, Bolzano e con i teatri di OperaLombardia.
Simbolo di femminilità mediterranea e dell’eterno conflitto tra libertà e destino, Carmen di Bizet concluderà la stagione il 10 e 12 aprile in uno spettacolo curato dal Comunale di Modena in coproduzione con i Teatri emiliani di Piacenza e Ravenna e con un nuovo allestimento presentato insieme al circuito di OperaLombardia. Lo spettacolo sarà affidato nella parte musicale alla bacchetta di Audrey Saint-Gil, direttrice specializzata nell’opera francese, mentre la scena sarà curata da Stefano Vizioli, regista di fama internazionale. Tra gli interpreti principali, Maria Kataeva, Joseph Dahdah, Gianluca Failla e Jaquelina Livieri.
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