Per il nostro omaggio a Mendelssohn abbiamo coinvolto due musicisti di prim’ordine: il violoncellista Jean-Guihen Queyras, spirito curioso che passa con disinvoltura dal repertorio barocco alla musica contemporanea (aveva debuttato all’Unione Musicale nel 2000!), e Kristian Bezuidenhout, spirito eclettico, ugualmente a suo agio con il fortepiano, il clavicembalo e il pianoforte moderno.
L’incontro di questi due straordinari musicisti ci permette di riscoprire in tutta la loro variegata tavolozza di colori le opere per violoncello e pianoforte scritte da Mendelssohn per il fratello Paul, banchiere di professione e buon violoncellista dilettante.
Se si considera che nei primi anni dell’Ottocento la formazione violoncello-pianoforte non si era ancora affermata stabilmente e poteva quindi contare su poco repertorio di qualità (fatta eccezione per le Sonate di Beethoven e la produzione di alcuni violoncellisti virtuosi), si capisce quale sia l’importanza storica delle composizioni di Mendelssohn, che aprono la via ai compositori dal Romanticismo in avanti.