Il programma del festival sabato sera al tramonto e domenica mattina si arricchisce di un concerto che vuole offrire a piccoli gruppi di ascoltatori un’esperienza inconsueta all’interno di una cornice naturalistica molto particolare. Il Bosco del Caldarén, uno dei planiziali più antichi delle golene della provincia di Reggio Emilia, accoglierà infatti The Diaries of Adam and Eve di Michael Daugherty che verrà presentato in prima nazionale: il progetto musicale di Daugherty si ispira all’omonimo racconto di Mark Twain, e costruisce una partitura avvincente in cui tessitura musicale e tessitura letteraria si alternano entrando in stretto rapporto dialettico tra loro.
Gli ascoltatori approderanno al concerto attraverso una breve passeggiata che li porterà a partire dal mondo “civilizzato” per andare a scoprire uno spazio edenico a pochi passi dal centro di Gualtieri. Attraverso la musica di Daugherty – e la silente complicità del Bosco del Caldarén – sarà possibile sperimentare una dimensione altra, una momentanea sospensione dello spazio e del tempo.
La presenza nel programma del festival di un concerto nel quale il contrabbasso solista è al centro della scena assieme al violino rappresenta ancora una volta un elemento di connessione con il lavoro di Ezio Bosso, che del contrabbasso è stato un virtuoso, e che è stato tra i pochi compositori contemporanei che – come Daugherty in questo caso – ha scritto per contrabbasso solista. In omaggio a questo elemento di continuità con l’opera di Ezio Bosso il programma del concerto si chiuderà con una piccola danza per contrabbasso e violino dal Quartetto n. 2, Io no ho paura dal titolo L’albero, danza che anche per il titolo è in grado di risuonare pienamente con l’ambientazione boschiva del concerto.