Il portale dedicato agli eventi di musica classica

sabato 11 luglio 2026

ore 21:00

Monopoli (BA)

Palazzo San Martino [Mappa]

Ensemble Micrologus

Musica antica e barocca

Interpreti

Programma

Dalla casata d’Aragona agli Este di Ferrara, il mecenatismo musicale al tempo di Isabella D’Este, Lucrezia Borgia e l’Ariosto

Principessa di sangue reale, suggello dell’alleanza tra gli Aragonesi e gli Estensi, Eleonora d’Aragona giunse a Ferrara nel 1473 per andare in sposa a Ercole I d’Este.
I festeggiamenti per queste nozze furono solenni e inusitati, degni di una donna del suo rango. Come ci ricorda Ludovico Ariosto nel canto XIII del suo Orlando Furioso, da questa unione nacquero i protagonisti di una generazione importantissima di mecenati delle arti: Alfonso, Ippolito e Isabella D’Este. Lui stesso al servizio del Cardinale Ippolito gli dedicherà il famoso poema nel 1516.
Di Isabella D’Este conosciamo le doti musicali: sapeva suonare gli strumenti a tastiera, il liuto, che aveva studiato con Angelo Testagrossa, ed era cantatrice formatasi con Johannes Martini; grazie al copioso carteggio conservato negli archivi di Mantova, possiamo ricostruire il suo ruolo di grande mecenate della musica e delle arti, oltre a rivelarci la sua passione per il collezionismo di opere rare e preziosissime.
Di suo fratello Alfonso abbiamo la testimonianza dei suoi studioli: il camerino delle pitture e degli alabastri con opere di Tiziano, Dosso Dossi, Bellini, che raccontano il mito di Bacco, ora sparsi nei musei di tutto il mondo e la sua passione per il canto sulla viola.
Nello stesso canto dell’Orlando, l’Ariosto cita anche colei, che nel 1502 sposando Alfonso I, entrerà a far parte di questa raffinata corte e ne sarà duchessa fino alla morte: Lucrezia Borgia.
Figlia di Vannozza Cattanei e Alessandro Borgia, sorella di Cesare il duca Valentino, uno degli uomini più sanguinari del suo tempo, per molti anni fu strumento per giochi politici, alleanze e vendette dei suoi potenti parenti.
La prima parte della sua vita e la sua educazione si svolsero a Roma, bilingue, ebbe i migliori maestri sia di musica, di danza e lettere classiche.
Il mecenatismo di Alessandro VI apriva la corte principesca ad artisti, poeti, musicisti e maestri di ogni tipo del sapere, dalla pittura del Pinturicchio, alla scultura di Michelangelo, alla poesia in musica di Serafino Aquilano, le composizioni di Josquin des Prez, Marbiano de Orto.
Lucrezia crebbe nella casa di Santa Maria in Portico, contigua al Vaticano e non le mancarono le sollecitazioni culturali.
In quanto oggetto di scambio per la realizzazione degli obbiettivi politici della famiglia Borgia, venne data in sposa a Giovanni Sforza da Pesaro ma presto il matrimonio venne annullato per organizzarne un secondo con la casata degli Aragonesi di Napoli.
Lucrezia s’innamorò perdutamente del secondo marito Alfonso d’Aragona, che però venne ucciso spietatamente da un sicario del fratello Cesare, dopo solo due anni di matrimonio, per liberare il campo a nuovi orizzonti e altre alleanze.
Dopo un lungo lutto vissuto nel ritiro di Nepi e poi nel ducato di Spoleto di cui è stata governatrice, Lucrezia decise provocatoriamente di sposare un membro della famiglia più ostile ai Borgia: gli altezzosi Este di Ferrara.
Le pressioni del Re di Francia, del duca di Milano e di altri influenti alleati, oltre ad un ingente dote e ricche prebende che Lucrezia offrì, le consentirono di diventare duchessa di Ferrara, e in questa corte fu molto amata.
La vicinanza e la parentela acquisita con Isabella d’Este a Mantova, creò una forte competizione tra le due donne, soprattutto da parte di Isabella, preoccupata che la bellezza e la grazia di Lucrezia, potessero offuscare la sua fama di grande mecenate e musicista.
Bartolomeo Tromboncino liutista, cantore e compositore della corte di Mantova, passò al servizio di Lucrezia intorno al 1510 e per lei scrisse alcune frottole con testo italiano e spagnolo.
Nei documenti di pagamento della sua corte, risultano anche altri musicisti al suo servizio: Paolo Pocino, Niccolò da Padova, Madonna Dalida de Puti cantore e a volte Rizardetto tamborino (suonatore di flauto e tamburo) che Lucrezia chiedeva in prestito a suo cognato Ippolito, per praticare le danze.
Grazie alla presenza di questi musicisti Lucrezia e Isabella hanno lasciato una forte impronta personale nel campo della “frottola”, questo nuovo genere poetico musicale che si sviluppò proprio in quegli anni, principalmente presso le corti di Mantova e Ferrara.
In quelle corti si eseguiva la musica più disparata: dagli strambotti popolareschi alle raffinate esecuzioni degli improvvisatori e dei contrappuntisti dell’epoca. Un posto speciale era dedicato alla poesia cantata e all’epica improvvisata sulla lira da braccio e sulla cetra.
Il poema dell’Ariosto, l’Orlando, ispirerà molti musicisti a comporre madrigali polifonici e arie per cantare versi.
In questo programma si presenta una scelta significativa del repertorio in voga presso i mecenati illustri di quelle corti che ci hanno lasciato informazioni tali che ci permettono di ricostruire quel paesaggio sonoro caro agli umanisti e ai cortigiani tra la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500.

Informazioni

Rassegna
Apulia Antiqua 2026

ClassicaLive pubblica eventi presenti sul web o su segnalazione diretta degli enti organizzativi o degli artisti. Ti suggeriamo di consultare sempre i canali ufficiali per essere aggiornato sugli eventi di tuo interesse.

Stai cercando un evento?

Su ClassicaLive è possibile esplorare una vasta gamma di spettacoli, concerti e festival in tutta Italia. La piattaforma offre la possibilità di cercare eventi in base a diversi criteri: potete consultare l'elenco di tutti gli artisti o compositori per trovare gli eventi in cui si esibiscono, cercare eventi in un luogo specifico o scoprire rassegne musicali in corso.