Nel solco del movimento di riscoperta che ormai da alcuni decenni a questa parte interessa in particolare il primo Novecento italiano, con l’album Myricae il duo pianistico composto da Lisa Redorici e Gianluca Blasio propone un percorso d’ascolto in cui le singole tappe corrispondono ad alcune tra le principali composizioni originariamente concepite per pianoforte a quattro mani da maestri originari del Belpaese.
Il periodo di riferimento è individuato tra gli ultimi decenni del XIX e la prima metà del XX secolo, e ciò contribuisce anche a giustificare la scelta del titolo. Facendo riferimento al primo impiego universalmente noto del termine Myricae in ambito letterario – vale a dire la quarta egloga dalle Bucoliche di Virgilio («[Non omnis] arbusta iuvant humilesque myricae») – e ispirandosi alla suggestione secondo la quale, molti secoli dopo, Pascoli intese connotare la propria raccolta di poesie, i due interpreti promuovono la riscoperta di un patrimonio musicale che, pur nella sua eterogeneità, rivela una profonda coerenza poetica nonché una sorprendente modernità espressiva. Il compito di esplicitare il fil rouge sotteso a queste esperienze musicali è affidato a Danilo Faravelli, intelletto musicale, dotato di sapida, colta e arguta favella, sempre gradito ospite a MaMu.
Sebbene le composizioni scelte possano apparire infatti di primo acchito delle «myricae» – non tanto per il fatto, pure da tenere in considerazione, della rarità di esecuzione in concerto quanto per la concezione e l’originario contesto di ricezione da hausmusik delle stesse – è interessante osservare come queste opere per pianoforte a quattro mani possano essere idealmente collegate a un denominatore sul quale si innesta la struttura dell’intero album.
Di fatto due temi centrali, individuabili negli archetipi-simbolo del viaggio e del genius loci, risultano rappresentati non solo grazie alle suggestioni evocate dai luoghi d’origine dei singoli autori ma anche tramite le cangianti atmosfere esperite dai compositori stessi nella propria percezione di situazioni e luoghi lontani. In questa prospettiva, dunque, il viaggio da esperienza reale tende emblematicamente ad assumere connotazioni ideali rivelando in queste raffinate creazioni le multiformi sfaccettature dell’anima musicale italiana.
L’evento si configura come un dialogo a tre voci (tra Gianluca Blasio, Danilo Faravelli e Lisa Redorici) in cui alle parole si alternano i suoni. Gli interventi di contestualizzazione storico-culturale e musicale sono inframmezzati dall’interpretazione di estratti dal disco realizzato dal duo pianistico Blasio-Redorici.