Macbeth è la vittima per eccellenza della brama di potere: una fatale profezia che si avvera instilla in lui l’ambizione che, alimentata ad arte dall’insaziabile avidità della moglie, lo trascina in un vortice di delitti e orrori. Uccide il Re di Scozia per usurparne il trono, assolda un sicario per assassinare l’amico Banco e suo figlio, organizza l’eliminazione sistematica di ogni possibile ostacolo alla sua ascesa. Lady Macbeth, tormentata dal rimorso, cade in preda alla follia che la porta alla morte, non prima di aver fatto luce sulle responsabilità dell’efferata catena di delitti. Rimasto solo, alienato dal delirio di onnipotenza, a Macbeth non resta che affrontare i ribelli giunti a riprendere il Regno. Con Macbeth, rappresentata per la prima volta a Firenze nel 1847, Verdi approccia il teatro di Shakespeare, scegliendo una tragedia cupa e inquietante che egli stesso ritiene “una delle più grandi creazioni umane”. L’oscurità, che nasconde i delitti e ottenebra le menti, è claustrofobica e asfittica, un incubo che si nutre di ossessioni, paranoie, sangue. L’angoscia si fa personaggio e si traduce in una musica incalzante e fremente, che sospinge l’azione con straordinario vigore.