Concerto per pianoforte Musica sinfonica Violino Violoncello
Composto nell’anno in cui ricorrono i duecento anni dalla morte di Beethoven, il Triplo concerto è una delle sue opere meno eseguite, proprio per la difficoltà di radunare tre solisti di pari statura. Il violoncello apre quasi sempre il discorso, seguito dal violino e poi dal pianoforte, in un gioco di rimandi che ha più i tratti della conversazione tra amici che del confronto virtuosistico. Al centro, un breve Largo di intensa cantabilità conduce senza pausa a un finale in tempo di danza, dai ritmi di polacca.
Nella seconda parte, la Sinfonia n. 4 di Mendelssohn, l’Italiana, nata da un viaggio nel nostro paese che incantò il giovane compositore. È una pagina di luce e di slancio: l’avvio è una corsa festosa, il secondo movimento richiama una processione, e il finale è un saltarello, danza popolare romana, che chiude la sinfonia in un turbine. Curiosamente, Mendelssohn non la pubblicò mai in vita, insoddisfatto e deciso a rivederla: la conosciamo nella forma che ci ha lasciato, ormai entrata stabilmente nel repertorio.