Cosa sono i tre maestosi accordi orchestrali e le furiose cascate di note che aprono il Concerto detto Imperatore, l’ultimo per pianoforte e orchestra composto da Beethoven? Un colpo di spugna sul passato, un’irruzione che spazza via il bel mondo antico, una travolgente ondata di musica che Enrico Pace riesce a rendere come pochi altri. E cosa sono gli ossessivi e ipnotici moduli ritmici che attraversano quell’apoteosi di energia pura che è la Sinfonia n. 7, esempio perfetto del periodo “monumentale” beethoveniano? Sembrano uno scrigno che abbiamo quasi timore di aprire, ma che, ne siamo certi, ci regalerà un tesoro.