Per il violoncello Johann Sebastian Bach inventa dal nulla un intero universo espressivo. Sceglie la forma della suite di danze senza mai scostarsi dallo schema standard: allemanda, corrente, sarabanda, giga, precedute da un preludio e con una coppia di galanterien (minuetti o bourrées o gavotte) intercalata tra la terza e la quarta danza. Divisa in due serate, l’esecuzione integrale delle Suite ritorna a essere un punto fermo dei concerti del Festival: proposta nella cornice suggestiva dell’Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno, rinnova la consuetudine di offrire il capolavoro bachiano con interpreti ogni volta differenti. La violoncellista ungherese Ditta Rohmann è nota per la sua spiccata versatilità: oltre a esibirsi in qualità di solista e in musica da camera in tutta Europa, si dedica a improvvisazioni di world music, spettacoli di danza e più recentemente è apparsa come attrice. Le sue collaborazioni si estendono a musicisti e formazioni di grande prestigio grazie al suo esteso repertorio che spazia dalla musica barocca ai compositori contemporanei.