Il Quartetto op. 76 n. 2 di Haydn, noto come “delle quinte”, è una delle pagine più affascinanti della maturità del compositore. Il soprannome richiama il caratteristico motivo iniziale basato su intervalli di quinta, subito percepibili all’ascolto, che conferisce all’opera un’identità forte e incisiva. Haydn, tra i principali artefici della forma classica del quartetto d’archi, alterna qui momenti di intensità a passaggi più leggeri e luminosi, mostrando una sorprendente immediatezza espressiva insieme a una grande raffinatezza nella scrittura. A distanza di oltre un secolo, il Quartetto op. 96 “Americano” fu scritto da Dvořák durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, e riflette il felice incontro con nuovi paesaggi e sonorità. Pur restando legato alla tradizione europea, Dvořák arricchisce il suo linguaggio con suggestioni provenienti dalle tradizioni popolari americane, creando melodie estremamente evocative e memorabili. Due quartetti che dunque testimoniano la vitalità di una forma musicale capace di rinnovarsi nel tempo, mantenendo intatta la sua forza comunicativa.