Alberto Occhipinti, alla sua seconda presenza in stagione, è il protagonista dell’ultimo concerto della rassegna con un programma dedicato a tre grandi voci del Romanticismo pianistico: Schumann, Chopin e Liszt. Attraverso opere profondamente diverse, il recital mette in luce differenti aspetti della sensibilità romantica, dall’immaginazione inquieta alla ricerca lirica fino alla tensione drammatica. La Kreisleriana di Robert Schumann è uno dei vertici della letteratura pianistica romantica. Ispirata alla figura di Johannes Kreisler, il personaggio creato da E.T.A. Hoffmann, la raccolta alterna slanci impetuosi e momenti di intensa introspezione, in una successione di contrasti che riflette la complessità dell’universo schumanniano. Segue il Notturno op. 62 n.1 di Chopin, una delle ultime opere del compositore dedicate a questa forma. La scrittura raggiunge qui un particolare equilibrio tra libertà del canto, raffinatezza armonica e profondità poetica, rivelando la piena maturità del suo pianismo. Il concerto si conclude con la Ballata n. 2 di Liszt, opera di straordinaria forza narrativa. La composizione appartiene alla tradizione romantica della musica a carattere descrittivo ed è stata spesso accostata al mito di Ero e Leandro, per il continuo alternarsi di tensione, slancio lirico e drammaticità. Attraverso una sapiente elaborazione del materiale musicale, Liszt costruisce una pagina nella quale racconto e virtuosismo si fondono in una delle più originali espressioni del pianismo romantico. L’accostamento di queste tre opere restituisce tre prospettive complementari sul Romanticismo musicale: l’inquietudine fantastica di Schumann, il canto interiore di Chopin e la dimensione narrativa di Liszt.