“I believe the artist must be consciously a human being […] and he should not lock himself up in a ivory tower. […] I can’t write in a vacuum.”
di Nicholas Rocca
Britten non scriveva nel vuoto. Lo scocco prendeva le mosse da un’occasione, una conoscenza, uno scopo, e nell’incontro con il suo bersaglio la freccia trovava ragione d’esser stata lanciata. Così il linguaggio musicale per l’inglese pareva un mezzo perché la direzione, la velocità, la precisione dei suoi colpi fosse di volta in volta capace di adeguarsi ai cangianti paglioni che avrebbe voluto colpire. Da queste premesse non sorprende come convivano così svariate anime e linguaggi nel suo catalogo musicale: la Simple Symphony Op.4 (1934), divertente gioco di sistemazione delle sue idee infantili, convive serenamente con la schizofrenica e sconcertante musica di Our Hunting Fathers Op.8 (1936 - si segnala in particolare Rats away!), alla gravità della Sinfonia da Requiem (1940) segue il pastiche delle Matinées musicales da Rossini (1941) e così via.
La maestria con cui il compositore inglese governa il linguaggio musicale attraverso le epoche e gli stili trova una delle maggiori realizzazioni nella prima Suite per violoncello Op.72, scritta nel 1964 per il musicista russo Mstislav Rostropovich. La varietà e profondità degli stati emotivi che si incontrano durante l’ascolto della suite sono straordinarie: gli ampi bicordi di modale lirismo del Canto Primo imprimono all’incipit un chiarore aurorale e nella sua ripetizione, a mo’ di ritornello barocco, si trova il riscontro catartico, albeggiante, alle furie di passioni che vengono attraversate durante il viaggio (Reise) costituito dai sei bachiani movimenti che completano la partita. A una Fuga il cui soggetto, nell’imitazione dei suoi incisi ritmici, rende omaggio alla prima fuga del Clavicembalo ben temperato segue un Lamento in cui la ricerca del centro tonale di Mi è continuamente corrotta dalle deviazioni semitonali intonate dallo strumento. Nella Serenata viene evocata dal violoncello-chitarra (la tecnica del pizzicato è utilizzata per tutto il movimento) una sbilenca danza spagnola che porta senza soluzione di continuità ai tentativi di rigore della Marcia con le sue fanfare di armonici. Nel Bordone il Re sostenuto per tutta la durata del movimento è la cavità in cui si sviluppa un musicale flusso di coscienza: incisi melodici di infantile memoria emergono tra i gravi pizzicati e i dispiegati cluster affidati all’esecutore, nel momento di maggiore tensione emotiva della composizione. Nelle pieghe dell’aspro incedere del Moto Perpetuo (il cui modello potrebbe essere il Finale: Presto della seconda sonata di Chopin) trova spazio il tema del Canto, armando la contesa emotiva del finale dell’opera.
Il pragmatismo musicale di Britten, che trovava nell’uso della sua musica il massimo scopo (“I want to have my music used. […] I would rather have my music used than write masterpieces which are not used”), risulta nella maggiore espressività possibile. Il Leitmotiv della sua produzione, più che il desiderio di imprimere la più personale o originale impronta formale e stilistica ai suoi lavori, è la parabola della freccia verso il bersaglio, la propagazione degli affetti a chi incorra nella sua musica.
Nota biografica
Benjamin Britten, nato a Lowestoft in Inghilterra nel 1913, è considerato uno tra i più grandi compositori del XX secolo. La sua produzione è vasta e ricopre moltissimi generi musicali, anche se si nota uno spiccato interesse per la produzione vocale; sono 14 le opere che ha scritto per il teatro musicale, dalla prima e celebre Peter Grimes del 1945 fino all'ultima, ispirata al romanzo di Thomas Mann, La morte a Venezia, conclusa nel 1973. Di importanza fondamentale all'interno della sua produzione è l'oratorio pacifista War Requiem (1961), scritto per voci soliste, due cori e due orchestre, all'interno del quale ai testi della liturgia funebre si alternano poesie pacifiste di Wilfred Owen. Si contano diversi cicli di canzoni per voce e orchestra, tra cui spicca la Serenade per tenore, corno e archi (1953). Le opere strumentali sono altrettanto significative. Vicino a diverse opere per orchestra e a lavori concertanti, la produzione da camera comprende tre quartetti, tre suite per violoncello, scritte per l'amico Mstislav Rostropovich, lavori per viola (strumento che aveva suonato da giovane e per cui ricordiamo Lachrymae, Reflections on a Song of Dowland del 1950), per oboe solo (Six Metamorphoses after Ovid del 1951), per chitarra sola (Nocturnal, after John Dowland) e molti altri organici. Benjamin Britten muore ad Aldeburgh il 4 dicembre 1976.
Nicholas Rocca (Lecco, 1996) è un chitarrista italiano attivo come solista e in formazioni cameristiche, ospite di rilevanti festival e istituzioni in Italia e all’estero.
Diplomato con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio di Vicenza, nel 2025 è ammesso al dottorato di ricerca in Prassi e Repertori della Musica Italiana presso il Conservatorio di Piacenza. Accanto all’attività concertistica, affianca un costante impegno nella ricerca artistica e musicologica.
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Simple Symphony, Op.4 (31)
Nocturnal after John Dowland Op.70 (9)
Suite No.1 per violoncello Op.72 (8)
Folksongs Vol. VI (7)
A Ceremony of Carols, Op.28 (6)
| Luogo | Orario | Programma | Artisti | |
|---|---|---|---|---|
TrentoSocietà Filarmonica di TrentoRASSEGNA Società Filarmonica di Trento 2026 Quartetto d'archi | ORARIO EVENTO: 20:00 | Ludwig van BeethovenQuartetto per archi n. 10, Op.74Benjamin BrittenQuartetto per archi n. 2 in Do maggiore, Op.36Franz SchubertQuartetto per archi in Do minore, D.703 | BIGLIETTI |
A Ceremony of Carols, Op.28 (6)
A Charm of Lullabies, Op.41 (2)
Cabaret Songs (1)
Concerto per Violino in Re minore, Op.15 (2)
Elegia per Viola sola (3)
Festival Te Deum, Op.32 (1)
Fish in the Unruffled Lakes (1)
Five Waltzes (1)
Folksongs Vol. I (1)
Folksongs Vol. II (1)
Folksongs Vol. IV (1)
Folksongs Vol. VI (7)
Four Sea Interludes from Peter Grimes, Op.33a (2)
Friday Afternoons, Op.7 (2)
Holiday Diary, suite per pianoforte, Op.5 (2)
Hymn to the Virgin (1)
Introduction and Allegro (2)
Jubilate Deo (2)
Lachrymae, Op.48 (4)
Les Illuminations, Op.18 (1)
Matinées Musicales, Op.24 (1)
Night Piece (3)
Nocturnal after John Dowland Op.70 (9)
On this Island, Op.11 (2)
Owen Wingrave (3)
Peter Grimes (4)
Phantasy Quartet, Op.2 (2)
Quartetto per archi n. 2 in Do maggiore, Op.36 (5)
Quartetto per archi n. 3, Op.94 (2)
Rejoice in the Lamb, Op.30 (1)
Saint Nicolas, Op.42 (2)
Sechs Hölderlin Fragmente, Op.61 (1)
Serenata per Tenore, Corno e Archi, Op.31 (4)
Sette sonetti di Michelangelo, Op.22 (6)
Simple Symphony, Op.4 (31)
Sinfonia da Requiem, Op.20 (2)
Six metamorphoses after Ovid, Op.49 (3)
Soirées musicales, Op.9 (1)
Sonata per Violoncello, Op.65 (3)
Suite for Violino e Pianoforte, Op.6 (4)
Suite in Do maggiore, Op.83 (6)
Suite No.1 per violoncello Op.72 (8)
Suite No.3 Op.87 (4)
Temporal Variations (3)
The Golden Vanity, Op.78 (2)
The Holy Sonnets of John Donne, Op.35 (1)
The Sally Gardens (1)
The Turn of the Screw (2)
The Young Person's Guide to the Orchestra, Op.34 (2)
Three Character Pieces (1)
Tre Divertimenti per Quartetto d'archi (4)
Two Ballads (1)
Variazioni su un tema di Frank Bridge, Op.10 (1)
Venite exultemus Domino (2)
War Requiem, Op.66 (1)
Who Are These Children? (3)
Young Apollo, Op.16 (1)
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